Le stanze vuote
L’amor mio per te
è una stanza
che vacilla
coi quadri al muro e i monili
non manca nulla
pare bella
l’inverno s’abbuia
e pur senza luce
è sempre quella
con un poco di calore
e colle paure
si tormenta
primavera porta sole
cambia l’acqua
del dolore
sposto mobili
cambio pelo
faccio spazio
nel didietro
ma non basta
viene agosto
e il mostro resta
t’amo amore
perdona l’astio
nel sogno d’estate
troveremo il nostro
e m’accompagni
pur sempre bella
navigando perso
ti fai stella
si chiude il cerchio
del nostro turno
e un anno dopo
viene autunno
si tira il conto
del danno fatto
pitturammo casa
sotto sfratto
ma non è quello
il problema
pur manco d’ore
t’inviterei a cena
e non importa certo
di dove andiamo
con te mi persi
contemplando
il pastello e l’ambra
dell’autunno.
Ora sono
con mani in mano
sprofondato
sul divano
contemplo mura
di crocefissi e stampe
stagioni andate
e ritornate
nulla ti devo
scusa se t’ho deluso
teniamo colpa
dell’illuso
abitiamo insieme
la stessa casa
senza sapere
chi siamo e cosa.




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